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58 OPERE SENZA PERMESSO

12/04/2018

Arrivano la lista delle prime 58 definizioni di interventi di edilizia privata che non richiedono comunicazioni (Cil, Cila, Scia) né permesso di costruire. Concretamente, il glossario agisce su due linee. Da un lato, mette insieme tutte le opere per le quali era già pacifico che non fosse necessario un titolo abilitativo. Dall’altro, invece, illustra i casi al limite per i quali, da adesso, i Comuni non potranno imporre vincoli.
Ad esempio, in edilizia libera c’è un ampio elenco di opere di arredo da giardino: muretti, fontane, ripostigli per attrezzi, ricoveri per animali. Discorso simile per le tensostrutture. Anche qui arriva un chiarimento: per l’installazione servirà una comunicazione, mentre tutte le attività successive (manutenzione, riparazione, rimozione) saranno libere. Ancora, nessuna autorizzazione sarà necessaria per i pannelli solari e fotovoltaici, fuori però dai centri storici. O per l’adeguamento degli impianti di estrazione fumi, che magari indirizzino le emissioni in maniera diversa: interventi molto importanti per le piccole attività produttive.
Emanuele Orsini, presidente diFederlegnoArredo: «Semplificare è l’unica strada per far ripartire l’edilizia. E c’è un’altra semplificazione: il fatto di sapere, da subito, fin dove ci si può spingere senza coinvolgere il professionista tecnico, in particolare l’ingegnere e l’architetto. Il tema dell’edilizia libera si intreccia a filo doppio, infine, con quello degli sconti fiscali. L’agenzia delle Entrate contempla espressamente il caso di assenza di un titolo abilitativo. In queste situazioni gli elementi chiave da considerare sono tre. Serve una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà «in cui deve essere indicata la data di inizio dei lavori» e bisogna attestare che gli interventi di ristrutturazione rientrano tra quelli agevolabili. In secondo luogo, bisogna conservare le fatture legate agli interventi. E, infine, bisogna effettuare i pagamenti tramite bonifico parlante.
Fonte: Casa24


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PREZZI DELLE CASE SEMPRE GIU'

10/04/2018

L’Istat certifica un calo dello 0,3% nell’ultimo trimestre del 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, e un +0,1% rispetto al terzo trimestre (dovuto però alle nuove costruzioni). In tutto il 2017 le quotazioni sono scese dello 0,4%.
La risalita dei prezzi è il tassello che continua a mancare alla ripresa immobiliare, che dal punto di vista delle compravendite è in atto da qualche anno. Questo non vuol dire però che non ci siano eccezioni e “segni più”, registrati ad esempio a Milano e nelle zone più richieste delle grandi città. Resta comunque il fatto che, lo dice l’Eurostat, l’Italia è l’unico Paese europeo che non ha ancora visto una inversione di tendenza dei prezzi. Innanzitutto l’Italia è in questi anni rimasta più indietro sotto il profilo della crescita del Pil e dell’occupazione ed è stata al centro di turbolenze dei mercati finanziari anche per la debolezza del sistema bancario, causata a sua volta per molta parte proprio dalle sofferenze da asset immobiliari. In secondo luogo in Italia – a causa di un tradizionale attaccamento al mattone da parte delle famiglie, con proprietari non disposti ad abbassare subito le loro “pretese” sul mercato – non c’è stato un veloce crollo delle quotazioni. Quindi il processo di calo, nonostante abbia portato a perdere in media oltre il 25% del valore del residenziale, è stato più lento che altrove e così sta succedendo anche con la risalita. Non si può poi non considerare il punto di partenza delle quotazioni, con il grande boom che prima della crisi ha portato i prezzi alle stelle.
L’eccesso di offerta da smaltire, inoltre, accumulata negli anni delle compravendite dimezzate e alimentata dal peso fiscale che spinge a liberarsi degli immobili, si sta rivelando più alta del previsto. Infine, con l’introduzione dell’Imu bisogna considerare che in Italia è aumentato di molto il peso fiscale sulla casa, con un effetto inevitabilmente depressivo sui prezzi.
Fonte: Casa24


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IL COMMERCIALE CRESCE DEL 5,2%

03/04/2018

Il 2017 è stato un anno positivo per il mercato immobiliare commerciale in Italia: il fatturato è salito del 4,2% a 8,65 miliardi di euro, soprattutto grazie all’aumento delle quotazioni, tornate a salire dopo anni di cali. Il trend è destinato a durare nel 2018, con una crescita attesa del 5,2%.
È quanto emerge dal rapporto di Scenari Immobiliari, secondo cui l’anno scorso sono diventati operativi 15 tra centri commerciali e outlet, con un investimento superiore ai 760 milioni di euro.
«Il mercato immobiliare commerciale italiano è sempre un comparto attraente per gli investitori, a condizione che lo spazio sia di qualità elevata», ha detto Clara Garibello, direttore ricerca di Scenari Immobiliari.
A concentrare l’attrattività per questo tipo di investimento è Milano, con sei compravendite che hanno raggiunto quasi 423 milioni di euro. Seguono Roma, Bologna, Bolzano, Padova, Novara e Treviso.
La fase ascendente delle quotazioni, iniziata nel 2016, dopo oltre cinque anni di ribassi, è continuata anche nel 2017. I prezzi medi di vendita del comparto commerciale italiano sono aumentati dell’1,4%, con un incremento maggiore per la grande distribuzione (+1,7%) e più contenuto per la piccola distribuzione (+1,1%). Il rapporto mette in luce che la rete di negozi a Milano ha registrato una leggera contrazione del numero di unità in valore assoluto, in gran parte dovuto all'accorpamento o riconversione di molti esercizi. A Roma invece il numero dei negozi è aumentato.
Fonte: Casa24


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IL TRILOCALE VINCE SUL BILOCALE

30/03/2018

Il trilocale si conferma il tipo di appartamento più richiesto, ma se 5 anni fa copriva una fetta del mercato pari al 35,6%, da almeno un paio d’anni a questa parte ha superato il 40% delle preferenze.
Un dato, quello fornito dalle elaborazioni dell’Ufficio Studi Tecnocasa, che nasce dalla combinazione di due tendenze: da un lato il calo dei prezzi ha permesso a molte famiglie di poter accedere all’acquisto di una stanza (o due) in più a parità di budget (cosa ancora più facile nell’ultimo periodo grazie alla riapertura del “rubinetto” dei mutui); dall’altro, però, la crisi ha ovviamente colpito anche i redditi e le aspettative delle famiglie e di conseguenza la disponibilità di spesa per la casa: se a gennaio 2013 il 26,8% degli acquirenti dichiarava di voler spendere entro i 170mila euro, oggi questa quota sale al 52%.

Fonte: Casa24


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MILLENIALS: IL 56,9% COMPRA CASA

27/03/2018

Millennials, generazione digitale, con la testa nella tecnologia e nel futuro, abituata a viaggiare e andare oltre i confini della geografia. Ma è anche la generazione che si è ritrovata ad affrontare una delle più importanti crisi economiche che ha vissuto il nostro Paese.
Questo ha richiesto un naturale allontanamento dall’idea del posto fisso ed una maggiore mobilità sul territorio con due conseguenze: uscita dalla famiglia di origine oltre i 30 anni e meno interesse per la casa di proprietà, a cui tra l’altro difficilmente avrebbero accesso.
Nel secondo semestre del 2017 dalle analisi del Gruppo Tecnocasa risulta che, tra chi appartiene alla fascia di età tra 18 e 34 anni, il 43,1% ha scelto immobili in affitto e il 56,9% lo ha comprato.
Fonte: il QI


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OSSERVATORIO IMMOBILIARE FIAIP

23/03/2018

Al Collegio Alberoni di Piacenza si tiene questo pomeriggio, 23 marzo, alle 17.00 la presentazione della sesta edizione dell’Osservatorio Immobiliare di Piacenza e provincia, a cura della Fiaip.
Uno strumento professionale fondamentale per gli operatori del settore, ma anche per i cittadini.
Saranno presenti professionisti di caratura nazionale per illustrare le evoluzioni del mercato, che nel nostro territorio sta confermando un trend positivo e di ripresa. Nel 2017, come ha anticipato il presidente Fiaip Piacenza, Fabrizio Floriani, si è infatti registrato un aumento del numero delle transazioni, con maggior rilievo per l’ambito residenziale. Nella sola città di Piacenza sono state 1.336 e in tutta la provincia 3.151.

Fonte: Libertà


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ABI: TASSO MUTUI SCENDE A 1,89%

21/03/2018

Italia • A gennaio le sofferenze al netto delle svalutazioni e accantonamenti già effettuati dalle banche sono risultate di 59,3 mld, in calo del 23,3% (circa 18 mld) rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. E' quanto emerge dal bollettino mensile dell'Abi, secondo il quale il dato è in flessione dai 64,1 miliardi del mese precedente e rappresenta il valore più basso da settembre 2012. Il trend è in forte diminuzione rispetto al dato di dicembre 2016 (86,8 mld). In particolare, la riduzione è di quasi 30 mld rispetto al livello massimo delle sofferenze nette raggiunto a novembre 2015 (88,8 mld). Il rapporto sofferenze nette/impieghi totali si è ridotto al 3,41% (4,89% a dicembre 2016). Per quanto riguarda il tasso dei mutui, ha toccato un minimo storico a febbraio scendendo all'1,89%, dall'1,92% del mese precedente (5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui quasi i due terzi sono mutui a tasso fisso: nell'ultimo mese la quota del flusso di finanziamenti a tasso fisso è risultata pari al 70,1% (69,5% il mese precedente; era 65,7% a dicembre 2017).
Fonte: il QI


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MASSIMA OCCUPAZIONE A PIACENZA

19/03/2018

Il tasso di occupazione sfiora il 70%, ci sono ancora le industrie ma il boom è dovuto alla logistica con gli hub di Amazon e Leroy Merlin
Il perché Piacenza sia una delle capitali italiane del lavoro lo si capisce all’uscita dall’autostrada. Arrivando da Milano o da Bologna, sulla A1, tra la via Emilia e la Caorsana verso Piacenza Sud, chilometri di capannoni annunciano l’enorme polo della logistica dentro i confini del Comune piacentino. Ikea, Gls, Xpo e molti altri snodi cruciali delle merci che viaggiano,

Fonte: tratto da Repubblica.it


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ANCORA DETRAZIONI FISCALI

17/03/2018

Agevolazioni per rifare il bagno o il tetto. Per eliminare le barriere architettoniche e installare un ascensore. O per allargare porte e finestre, per sostituire le grondaie o mettere una porta blindata. E pure per rifare la facciata del palazzo o realizzare nuovi box auto. Anche per tutto il 2018 sarà possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50 per cento delle spese sostenute per un massimo di 96 mila euro (per ogni singolo immobile) per ristrutturare, restaurare e mettere a norma appartamenti e condomini.
Chi può usufruire, come chiedere le detrazioni, quali interventi sono detraibili lo fissa l’Agenzia delle Entrate in una nuova Guida ad hoc sul sito (www.agenziaentrate.gov.it) che include tutte le novità introdotte dalla Legge di bilancio 2018. Ecco così che, ad esempio, per l’acquisto di box o posti auto nel condominio, per la loro realizzazione o riqualificazione sarà possibile chiedere un’agevolazione fiscale, «purché vi sia un vincolo di pertinenzialità con una unità immobiliare abitativa». Non solo. Tra i beneficiari del 2018 ci sono anche gli istituti autonomi per le case popolari e le cooperative di abitazione a proprietà indivisa: gli interventi detraibili fino al 50% devono essere però «realizzati su immobili adibiti a edilizia residenziale pubblica o assegnati in godimento ai soci».
Anche per il 2018 per ottenere le agevolazioni bisognerà pagare gli interventi di ristrutturazione o risanamento con un «bonifico parlante» dove segnalare il beneficiario del pagamento (chi ha fatto i lavori) e colui che otterrà la detrazione fiscale.

Fonte: Corriere della Sera


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RISTRUTTURARE CASA RENDE IL 10%

14/03/2018

Il recupero traina l’edilizia. Gli investimenti in riqualificazione sul patrimonio abitativo si confermano il motore del settore, rappresentando il 38% del valore degli interventi totali in costruzioni. In dieci anni il volume degli investimenti in manutenzione straordinaria è raddoppiato in termini reali, con oltre 46,5 miliardi di fatturato nel 2016, che si traducono in 700mila abitazioni ristrutturate. Questi sono alcuni dei dati evidenziati ieri a Milano da Scenari Immobiliari, in occasione della presentazione del secondo “Rapporto sul recupero edilizio in Italia e nuovi format digitali” redatto con Paspartu Italy. Numeri che parlano di ripresa se riferiti agli investimenti dei privati su singoli alloggi, ma che non incidono di fatto sul recupero di interi immobili e non hanno ricadute dirette, salvo qualche eccezione, sulla rigenerazione urbana.

Osservatorio ance 21 febbraio 2018
Le ristrutturazioni tengono a galla il mercato dell’edilizia
L’Ance prevede per quest’anno un aumento del 2,4% in termini reali degli investimenti in costruzioni. Per il comparto residenziale, in particolare, l’incremento degli investimenti reali si stima sia dell’1,7% in più rispetto al 2017, con la prosecuzione del trend positivo delle ristrutturazioni, che dovrebbero registrare un incremento dell’1,3% in termini reali. Un’analisi, quella dei costruttori, che tiene conto delle misure contenute nella legge di Bilancio del 2017, con il prolungamento e rafforzamento degli incentivi fiscali esistenti, a cui si dovranno aggiungere gli effetti derivanti dal sismabonus ed ecobonus finalizzati proprio al miglioramento delle condizioni di interi edifici, a partire dai condomini.
Fonte: Casa24


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