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MUTUI CASA A PIACENZA

23/11/2017

ITALIA - Le famiglie italiane nel secondo trimestre di quest'anno hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 12.982,7 milioni di euro, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente si registra una variazione delle erogazioni pari a -1,8%, per un controvalore di -240,7 milioni di euro. La fotografia indica un ridimensionamento nell'erogazione del credito concesso alle famiglie, in controtendenza rispetto al +11,5% registrato nel primo trimestre 2017 e al +7,0% del quarto trimestre 2016. Il primo semestre 2017 si è chiuso con 25.286,9 milioni di euro erogati, con una variazione pari a +4,3% rispetto ai primi sei mesi del 2016.
EMILIA-ROMAGNA - Le famiglie emiliane e romagnole hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 1.079,7 milioni di euro, che collocano la regione al quarto posto per totale erogato in Italia, con un'incidenza dell'8,32%; rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente in regione si registra una variazione delle erogazioni pari a -2,6%, per un controvalore di -29,4 milioni di euro.
Sono erogati nei primi sei mesi 2.166,6 mln di euro, volumi che rappresentano l'8,57% del totale nazionale.
La provincia di Piacenza ha erogato volumi per 57,2 mln di euro, la variazione sul trimestre è pari a -12,6%. I primi sei mesi dall'anno hanno evidenziato volumi per 192,2 mln di euro, corrispondenti a +5,6%.
Nel secondo trimestre 2017 in Emilia-Romagna si è registrato un importo medio di mutuo pari a 116.000 euro, in aumento rispetto a quanto rilevato durante lo stesso trimestre dell'anno precedente, quando il ticket medio ammontava a 106.600 euro. Mediamente colui che sottoscrive un mutuo nella regione viene finanziato circa il 4% in più rispetto al mutuatario medio italiano.
Fonte: PiacenzaSera


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AUMENTA LA DOMANDA DI CASE

21/11/2017

Si rafforza la domanda di abitazioni e diminuisce la pressione verso il ribasso dei prezzi. Questi, in sintesi, i risultati del consueto sondaggio congiunturale realizzato da Banca d’Italia, Tecnoborsa e dall’Agenzia delle entrate sul mercato delle abitazioni in Italia nel terzo trimestre 2017.
Secondo il sondaggio è diminuita la quota di operatori che segnala ulteriori tendenze al ribasso delle quotazioni. Inoltre, nel confronto con la precedente rilevazione gli indicatori segnalano che il numero di potenziali acquirenti è aumentato mentre i margini di sconto sul prezzo inizialmente richiesto dal venditore e i tempi di vendita hanno registrato un calo.
I mutui ipotecari, poi, hanno continuato a finanziare una quota assai ampia delle compravendite, intorno all'80%. Anche il rapporto fra prestito e valore dell'immobile è rimasto su valori ciclicamente elevati, superiori al 70%. Le attese degli operatori sulle prospettive del mercato immobiliare, infine, sono divenute significativamente più favorevoli.


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BOOM DI TASSE LOCALI

17/11/2017

I dati dell’Istat e della nota di aggiornamento al Def certificano che nel 2017 la pressione fiscale sul Pil rimarrà più elevata rispetto ai livelli pre-crisi: 42,6% (al lordo del bonus 80 euro, altrimenti sarebbe 42%) contro il 41,3% del 2008.
Molti dei rincari maggiori riguardano i tributi locali, a partire da Imu e Tasi, ma anche le addizionali comunale e regionale all’Irpef. In calo, invece, il gettito di Ires e Irap su società, imprese e autonomi. Mentre i due tributi più importanti per le casse pubbliche – l’Irpef e l’Iva – non sembrano aver subito variazioni sostanziali rispetto al 2008. Paradossalmente, il maggior incremento di gettito è una buona notizia per i contribuenti, perché riguarda la cedolare secca, regime opzionale che riduce l’incidenza dell’Irpef sui redditi delle locazioni abitative e contribuisce ad arginare il fenomeno degli affitti in nero.
Fatta questa eccezione, agli altri aumenti di gettito corrisponde un incremento del tax rate vero e proprio. Rispetto al 2008, l’aumento maggiore è ancora quello di Imu e Tasi, quest’anno i due tributi immobiliari porteranno nelle casse dei Comuni e dell’Erario un gettito quasi doppio rispetto all’Ici del 2008: circa 20,8 miliardi contro 10,9 (dato, quest’ultimo, attualizzato per rendere possibile il confronto a parità di potere d’acquisto).
Anche le addizionali comunale e regionale all’Irpef vedono un andamento analogo e si sono stabilizzate nel 2016 dopo essere state usate per “scaricare” sulla tassazione locale almeno una parte della stretta tributaria seguita all’emergenza-spread di fine 2011.


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CASE: +0,5% A OTTOBRE

16/11/2017

Italia • Ottobre segna una nuova inversione di marcia sul fronte dei prezzi delle case di seconda mano, il cui valore ha registrato un incremento dello 0,5% rispetto al mese precedente. Il dato annuale però registra una variazione negativa di 4,8 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, a una media di 1.828 euro/mq. Lo rende noto Idealista. Salgono a 10 le regioni in trend positivo a ottobre, con i rimbalzi di maggiore rilievo in Basilicata (2,2%), Lazio (1,1%) e Friuli Venezia Giulia (1%). All’opposto, i maggiori cali interessano Valle d’Aosta (-1,8%) e Piemonte (-1,6%); flessioni sopra l’1% anche nelle Marche, Campania, Sicilia e Molise. La Liguria resta la più cara, con una media di 2.636 euro al metro quadro, Lazio (2.457 euro/m2) e Valle d’Aosta (2.422 euro/m2). La regione più economica è la Calabria (912 euro/m2), seguita dal Molise (988 euro/m2) e dalla Sicilia (1.151 euro/m2). Trend positivo in espansione in 56 provincie delle 107 rilevate in questo report, con oscillazioni sempre meno ampie da zona a zona, segno di un graduale assorbimento degli squilibri nei mercati locali. Le punte maggiori del mese si rilevano in provincia di Vercelli (4,3%), Agrigento (4,2%) e Sud Sardegna (3,2%). Tra le aree in trend negativo, Vicenza (-3,6%) Torino (-3%) e Siracusa (-2,8%) si segnalano per i ribassi più decisi.


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LA CASA DEL FUTURO

13/11/2017

Una casa che da sola si gestisce tenendo conto delle necessità dei propri inquilini, ma anche dei problemi dell’ambiente, dei cambiamenti climatici e di tutte le funzionalità che permetteranno all’uomo di vivere in modalità semplificata e assistita.
È la Smart solar house ideata dal team dell’Università Sapienza di Roma. Il team della Sapienza è il finalista italiano che parteciperà alle Olimpiadi universitarie dell’architettura sostenibile. La Smart Solar House del Team Sapienza è interamente in legno. «Secondo un rivoluzionario modello definito Architettura 4.0, il progetto della Sapienza intende applicare e testare gli strumenti, i materiali e le tecnologie più avanzati oggi a disposizione della filiera edilizia al fine di realizzare un’abitazione sostenibile che sia in grado di rispondere alle numerose esigenze di efficienza, comfort, sicurezza ed economicità poste dall’Architettura del XXI secolo». Il progetto sfrutta quindi le possibilità offerte dalla modellazione digitale (BIM), ma anche dalla stampa in 3D, che consentirà al team di stampare pezzi di casa da montare direttamente.
Il design e i materiali di ultimissima generazione si sposano agli impianti per avere energia sostenibile e ai sistemi di Home Automation (pompa di calore, smart lighting, smart kitchen, fino all’assistente virtuale). «La forma stessa della casa è studiata in modo da favorire l’illuminazione e la ventilazione naturali, lo sfruttamento delle energie rinnovabili e la riduzione dei fabbisogni energetici, mentre esternamente l’involucro si adatta ai cambiamento del tempo per ridurre i fabbisogni energetici e massimizzare il comfort termico, acustico e luminoso». Non solo. A livello di impianti, la casa recupererà le acque di scarto (per esempio l’acqua della doccia e così via) che verrà quindi utilizzata per innaffiare le piante piuttosto che per far funzionare la lavatrice. E tanti saranno i sensori direttamente collegati agli impianti di domotica intelligente.
Fonte: Casa24


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CASE SOTTO IL 120.000 EURO

09/11/2017

Si amplia ancora la quota di compratori che ha un budget d’acquisto inferiore ai 120mila euro. Secondo le statistiche di Tecnocasa, a luglio di quest’anno il 26% di chi cerca casa ha dichiarato una disponibilità di spesa fino a 119mila euro, una quota in aumento rispetto al 24,6% dell’anno precedente. Aumenta però, anche se in maniera molto meno sensibile, anche la fascia compresa tra i 170mila e i 249mila euro, dove si collocano il 22,5% dei compratori (erano il 22,3% un anno prima). Stabile la fascia intermedia tra i 120 e i 169mila euro. In ribasso, complice anche il perdurante calo dei prezzi, le restanti (e più alte) fasce: dal 16,5% al 15,7% da 250mila a 349mila euro; da 8,2 a 7,8% fino a 474mila, da 4,4 a 4,1% per cifre superiori.
Rispetto alla media delle grandi città, secondo le rilevazioni Tecnocasa, si discostano Roma, dove la maggioranza delle richieste riguarda immobili dal valore compreso tra 250 e 349 mila euro (con 24,5%); Firenze, Bari e Milano con una maggiore concentrazione nella fascia compresa tra 170 e 249 mila euro; e
Bologna, dove incide maggiormente la fascia di spesa compresa tra 120 e 169 mila euro (32,6%). «Anche negli altri capoluoghi di regione – nota Tecnocasa – che non sono grandi città, si registra un aumento della percentuale di coloro che desiderano spendere fino a 120 mila euro».
Fonte: Casa24


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MUTUI: DIMINUISCONO LE SURROGHE

07/11/2017

Le famiglie italiane hanno ricevuto finanziamenti per l’acquisto dell’abitazione per 12.983 milioni di euro nel secondo trimestre 2017. Rispetto allo stesso trimestre del 2016 si registra un
diminuzione delle erogazioni pari a -1.8%, per un controvalore di -240,7 mln di euro. È quanto emerge dai dati riportati nel Bollettino Statistico III-2017 pubblicato da Banca d’Italia a fine
settembre. In poco meno di tre anni la dimensione annuale del mercato del credito finalizzato all’acquisto dell’abitazione da parte delle famiglie consumatrici è passato da circa 21 miliardi a quasi 51 miliardi. La crescita è stata trainata principalmente dall’aumento del numero delle compravendite immobiliari e in parte anche dal fenomeno della surroga e sostituzione. Fenomeno quest’ultimo che è in fase di rapida diminuzione e che quindi influenza in maniera importante questo primo segno negativo dopo tanto tempo. In quest’ultimo trimestre la quota delle nuove operazioni per acquisto incide per l’83% del totale mentre la restante parte, 17% è quella legata a sostituzione e surroga. Per avere un termine di confronto basta confrontare il dato con quello della prima rilevazione di Banca d’Italia, relativo al quarto trimestre 2015, che quantificava la quota di operazioni di surroga e sostituzione al 23%. La tendenza al ribasso delle erogazioni dei mutui era comunque stata anticipata dall’indagine (fonte Banca d’Italia) effettuata su un solo campione di istituti eroganti che ha riguardo i prestiti erogati per l’acquisto dell’abitazione alle famiglie. In quest’indagine, già dal mese di Aprile, veniva segnalato un calo che ha poi raggiunto il suo massimo nel mese di Agosto 2017 (-26,5%). La tendenza comunque alla crescita resta, infatti guardando al dato cumulato del primo semestre 2017 si può notare come complessivamente siano stati erogati 25.287 mln, registrando con una variazione positiva di +4,3% rispetto al primo semestre 2016.
Fonte: il QI


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NUOVO EURIBOR

06/11/2017

Al di là dell’eterno dilemma fra fisso e variabile, che in linea di massima non dovrebbe essere influenzato dal metodo di calcolo del tasso, il suggerimento degli operatori sarebbe di orientarsi verso un prodotto che determina la rata rilevando il parametro di riferimento (Euribor, ma anche Irs) non sulla base di una singolo valore giornaliero, ma su una media di periodo, mensile o addirittura trimestrale. «Questo permetterebbe sia di ridurre le potenziali oscillazioni di una rata, sia di prevedere in modo migliore, per quanto possibile, il suo andamento nel breve termine», conferma Roberto Anedda, direttore marketing del broker MutuiOnline.it. Il precedente dell’indicizzazione al tasso Bce In fin dei conti anche lo stesso mutuo variabile agganciato al tasso Bce, ora caduto pressoché nel dimenticatoio, era stato creato quasi dieci anni fa proprio per limitare al minimo le brutte sorprese legate all’Euribor. Il problema però è che la maggior parte dei prestiti casa a tasso variabile presenti al momento sul mercato italiano continua a calcolare la rata prendendo un singolo valore del discusso parametro, in genere il primo o l’ultimo di un mese: lo fanno per esempio 13 dei 21 (cioè il 62%) prodotti disponibili sulla piattaforma MutuiOnline, un campione piuttosto significativo di banche visto che rappresenta oltre l’80% dell’erogato su scala nazionale.
Potrebbe apparire una questione di dettagli, a maggior ragione se si pensa all’andamento recente dell’Euribor, ma il «diavolo» spesso si nasconde proprio in questi particolari. Basta infatti confrontare i valori massimi e minimi raggiunti dal «vecchio» Euribor in ciascun mese dal 1999 in poi con la media registrata nel corrispondente periodo per scoprire che le cose non sono sempre filate via lisce come negli ultimi anni condizionati dal quantitative easing.
Fonte: Casa24


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INVESTIRE IN CASE A REDDITO

03/11/2017

Torna di moda sul mercato immobiliare l’investimento nella casa. Sempre più categorie di persone sono interessate alla locazione non come soluzione di emergenza, ma come scelta di medio lungo periodo. È evidente che questi soggetti sono interessati a modelli di case in ottime condizioni, ben conservate, in un contesto urbano gradevole e, se arredate, con mobili di ottima qualità. Questo mercato, che si definisce anch’esso degli affitti, non ha nulla a vedere però con quello tradizionale a cui eravamo abituati; cioè basato su un prodotto immobiliare di bassa qualità, spesso improvvisato e di breve durata, molto a rischio a causa della debolezza economica del locatario. In questa nuova versione del mercato troveranno spazio gli immobili ristrutturati con la precisa finalità di metterli a reddito e quelli nuovi, spesso, costruiti già con questa impostazione finale. Sarà un mercato in cui entreranno finalmente player importanti, non più semplici privati che allocano la loro liquidità nell’acquisto di uno o più appartamenti. L’’acquirente valuterà sempre più il suo investimento su un concetto di qualità complessiva e di lunga durata nel tempo. Questi concetti, abbastanza nuovi per il mercato italiano, finiranno per condizionarne la crescita privilegiando da una lato il progressivo abbandono di case non più funzionali e dall’altro la ripartenza dei cantieri per il nuovo. Restano da risolvere, perchè ciò avvenga, due temi importanti: la fiscalità degli immobili in capo ai privati e la lunghezza degli iter giudiziali per liberare le case dagli inquilini insolventi. Entrambi sono problemi che riguardano il Governo, che li dovrà affrontare in tempi brevi e con chiarezza se vorrà che si determini quella ripresa economica tanto auspicata. Ripresa che avrà come effetto induttivo quello di ripercuotersi su tutta l’economia del Paese.
 


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MUTUI E DOCUMENTI MANCANTI

02/11/2017

Metà delle pratiche si blocca ancora prima di iniziare per mancanza dei documenti. E in un terzo dei casi si scoprono difformità edilizie o catastali, che possono anche compromettere la trattativa. Sul totale delle perizie analizzate, il 65% riguardava pratiche di nuovi mutui. Nel restante 35% si trattava di rivalutazioni periodiche, anche queste a servizio del mondo bancario, per immobili collegati a crediti in bonis, sofferenze o Npl. Nel 44% dei casi l’incartamento è incompleto, perché mancano certificati all’apparenza semplici come la visura o la planimetria catastale aggiornate e l’atto di provenienza della casa. Un intoppo che in media allunga l’iter di 11 giorni. Ma soprattutto, nel 17,5% dei casi si riscontra una difformità edilizia (e quindi anche catastale) e in un altro 18,5% un problema solo catastale: in totale un 36% di situazioni da sanare.
«La casistica è varia. Ad esempio, cambi di destinazioni d’uso dei vani non aggiornati al catasto, aumenti di volumetrie non aggiornati o addirittura non autorizzati, in qualche caso anche nuove porzioni di fabbricato abusive. Sono tanti coloro i quali hanno effettuato dei lavori regolarmente denunciati al Comune, senza poi comunicarlo al catasto. Un passaggio che non va in automatico, ma che deve essere espletato a fine lavori e comporta un costo in più, anche di 6-700 euro, che magari si preferisce evitare».
Abi, Assovib e altre associazioni del settore hanno lavorato mesi per mettere a punto le “Linee Guida Abi per la valutazione degli immobili in garanzia delle esposizioni creditizie”, non un obbligo di legge, ma un codice di autoregolamentazione dettato dalla cosiddetta “Direttiva mutui” 2014/17/Ue ma c’è ancora molto da fare. «Maggior cultura della valutazione immobiliare – chiosano da Assovib – sarebbe auspicabile a tutti i livelli delle filiera».


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