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PROSPETTIVE MERCATO IMM.RE E MUTUI

19/01/2018

Il mercato immobiliare è il risultato di molte altre variabili. L’economia, sicuramente, ma anche la politica, il credito, la finanza e perché no, i fenomeni sociali. E dopo un ciclo negativo, secondo quanto dicono gli esperti ci sarà un cambiamento di marcia lento che portarà le vere novità non prima del 2022: non ultima, quella dei prezzi, che già adesso dopo la perdita del 30% degli ultimi dieci anni, danno i primi segnali di crescita.
Di sicuro il mercato dell’edilizia si baserà su valori differenti rispetto al passato. La qualità dei materiali, l’innovazione nelle case, la qualità delle finiture e degli impianti saranno il driver di un’offerta competitiva, insieme agli spazi e alla ripartizione degli ambienti, che le esigenze delle famiglie contemporanee richiedono differenti rispetto a qualche anno fa.
Discorso a parte merita l’argomento mutui e finanziamenti. L’Istat ci dà notizia di convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immibiliare per un volume totale di 93.997 e una crescita del 9,8% rispetto al terzo trimestre del 2015. Sono le Isole il luogo d’Italia dove si stipulano più mutui finalizzati all’acquisto di immobili: se ne registrano il 12,9% in più solo nel terzo trimestre di questo anno.
In totale, abbiamo stipulato mutui e finanziamenti per un volume di 291.589 convenzioni, realizzando nei primi nove mesi una crescita del 20,7%. Bisogna dire che acquistare casa ricorrendo a un mutuo continua ad essere molto conveniente.


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PRESTITI CASA, I PIU' RICHIESTI

16/01/2018

Italia • L'Osservatorio di PrestitiOnline.it ha effettuato un bilancio del 2017 sul fronte dei finanziamenti per le famiglie italiane che evidenzia come la casa sia ancora la prima preoccupazione delle persone. Dall’ultima fotografia scattata emerge infatti che il 23,6% delle richieste e il 34,8% dei prestiti concessi sono stati proprio per la ristrutturazione della casa e per all’arredamento (15,1% degli erogati).
In media l’importo erogato è stato di 11.383 Euro, abbastanza stabile rispetto all’anno precedente (11.328 Euro).
Il 30,1% dei prestiti erogati ha riguardato una somma compresa tra i 5.000 e i 10.000 Euro e per il 20,2% dei casi la durata del finanziamento è stata di 60 mesi.
Con il 37,9% delle concessioni guida la classifica la fascia d’età degli italiani tra 36 e 45 anni, seguiti con il 27,7% da quelli tra i 46 e i 55 e dai giovani tra i 26 e i 35 anni (18,8%).


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CASA: CALO DELLO 0,7% NEI PREZZI

11/01/2018

Italia • Nel terzo trimestre 2017, secondo le stime preliminari, l'indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, diminuisce dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dello 0,8% nei confronti dello stesso periodo del 2016 (era -0,2% nel secondo trimestre). L'ampliamento della flessione tendenziale dell'IPAB è dovuto esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti, la cui diminuzione su base annua si accentua (-1,3%, da -0,5% del trimestre precedente) e torna prossima a quella registrata nel primo trimestre 2016 (era -1,2%). Accelera invece la crescita dei prezzi delle abitazioni nuove (+0,6%, da +0,3%). Il calo tendenziale dei prezzi delle abitazioni si manifesta contestualmente a una crescita del numero di immobili residenziali compravenduti (+1,5% rispetto al terzo trimestre del 2016, secondo i dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate), ininterrotta dal secondo trimestre 2015 ma che si riduce di ampiezza per il quinto trimestre consecutivo.


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6,2 ANNUALITA' PER ACQUISTARE CASA

10/01/2018

talia • L’acquisto della casa è una delle spese maggiori che le famiglie italiane devono sostenere. A livello nazionale l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha calcolato che sono necessarie 6,2 annualità di stipendio per comprare casa, sostanzialmente tante quante ne servivano nel 2016. La Capitale è la città dove occorrono più annualità (10) seguita da Milano con 9,3 annualità e Firenze con 8,5. La città dove servono meno annualità di stipendio è Palermo (3,9). In leggero aumento le annualità occorrenti a Bologna e Milano. Effettuando un confronto a distanza di dieci anni, si evince che a livello nazionale la differenza è stata più consistente: infatti si è passati dalle 10,2 annualità nel 2007 alle 6,2 nel primo semestre del 2017. In questo lasso temporale Roma (-4,8 annualità), Milano e Napoli (-4,7 annualità) hanno avuto le variazioni più rilevanti.
Fonte: Il QI


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DIFFERENZA TRA CAPARRA E CAUZIONE

04/01/2018

Quando si firma un contratto di affitto bisogna versare la caparra o la cauzione? La caparra è un anticipo sul prezzo pattuito, costituisce una garanzia e se il contratto non viene adempiuto la caparra viene trattenuta a titolo di risarcimento del danno. Se si tratta, poi, di caparra confirmatoria, la parte danneggiata può ugualmente agire in causa per ottenere un risarcimento più alto (dimostrando l’ulteriore danno); se invece si tratta di caparra penitenziale, la parte danneggiata non può pretendere più della caparra stessa e, quindi, non ha diritto a ottenere un ulteriore risarcimento. La caparra è quindi parte del corrispettivo e viene tassata; La cauzione è anch’essa versata con la funzione di garantire l’altro contraente dall’altrui inadempimento ma, a differenza della caparra e dell’acconto, al termine del contratto la cauzione deve essere restituita a chi l’ha versata e non viene inclusa nel corrispettivo stabilito (per cui non è tassata). Il contratto di affitto può prevedere che l’inquilino, all’atto della firma, versi una cauzione (a volte chiamata «deposito cauzionale»). Non si tratta, pertanto, di caparra: con l’importante conseguenza che la somma andrà restituita all’affittuario al termine della locazione. La cauzione serve a garantire il locatore in caso di morosità dell’inquilino. Solo se questi non è in regola con il canone, il proprietario dell’immobile può trattenere la cauzione; se l’inquilino è in regola con i canoni di affitto il locatore deve restituirgli subito la cauzione; se l’immobile presenta dei danni, il locatore – che non riesca a concordare con il conduttore l’ammontare degli stessi – deve ricorrere davanti al giudice e avviare una causa affidando al giudice il compito di quantificare gli importi necessari alla riparazione; mai il locatore può trattenere la cauzione per compensare i danni subiti dall’appartamento a meno che non proponga immediatamente una causa per ottenere la quantificazione dei suddetti danni.


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INVESTIMENTI 2018

03/01/2018

Nel settore immobiliare diventa sempre più importante l’assunto che ha da sempre indicato la migrazione verso la qualità a discapito del rendimento “tutto e subito”. È questo uno dei grandi trend che caratterizzeranno il 2018. «Gli investitori puntano sulla qualità, il settore al quale assegnare i propri capitali passa in secondo piano» sostiene Elisabetta Caldirola, partner di Pwc. Al tempo stesso un trend sempre più rilevante riguarda la crescita della logistica (i volumi sul settore in Italia nel 2017 sono raddoppiati) e la ricerca di asset alternativi, sempre di qualità, che possano garantire un rendimento interessante. Per questo prende sempre più piede l’investimento in cliniche e ospedali (come l’ultimo acquisto da parte di Axa di alcune strutture del gruppo Humanitas).
Non da ultimo il tema della tecnologia, che influenzerà le scelte future di investimento. «La sempre più presente tecnologia è vista dai manager del settore come uno dei trend chiave - dice Lisette van Doorn, ceo di Uli Europe -. L’impatto della tecnologia coinvolge ogni settore del real estate».
Quasi raddoppiati i capitali sulla logistica saliti a quota 1,162 miliardi di euro dai 630 milioni del 2016. «Vale la ricerca della qualità, ma da declinare all’interno dei diversi settori - spiega Alessandro Mazzanti, a capo di Cbre in Italia - non dimentichiamo che la crescita quest’anno è da imputare quasi interamente alla logistica e ai settori alternativi. La logistica ha davanti ancora tre o quattro anni di crescita». E Mazzanti sottolinea ancora una volta che il limite in Italia è dovuto alla mancanza del prodotto, che nella logistica invece si può realizzare in 9-12 mesi.


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ACQUIRENTI SINGLE

21/12/2017

Italia • Nel primo semestre del 2017, le compravendite realizzate attraverso le reti Tecnocasa e Tecnorete presenti sul territorio nazionale hanno visto nel 28,7% dei casi acquirenti single (questa categoria è composta da celibi/nubili, separati/divorziati e vedovi). La percentuale è leggermente più bassa rispetto a quella registrata un anno fa, nel primo semestre del 2016, quando si attestava al 34,4%. A livello nazionale la tipologia più acquistata da questo target è stata il bilocale (36,6%), seguita dal trilocale (35,7%). Ville, villette, rustici, loft, case indipendenti e semindipendenti compongono insieme il 10,4% degli acquisti.


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COSTRUZIONI: IN LIEVE CRESCITA

20/12/2017

Italia • Ad ottobre 2017, rispetto al mese precedente, l'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni registra un incremento dello 0,4%. Nello stesso mese, gli indici di costo del settore aumentano dello 0,1% per il fabbricato residenziale e dello 0,6% sia per il tronco stradale con tratto in galleria sia per quello senza tratto in galleria. Nella media del trimestre agosto-ottobre l'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni è aumentato dell'1,2% rispetto al trimestre precedente. Su base annua, ad ottobre 2017 si registra un aumento del 3,2% per l'indice della produzione nelle costruzioni corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di ottobre 2016). L'indice grezzo aumenta del 6,8% rispetto a ottobre 2016. Sempre su base annua, gli indici del costo di costruzione aumentano dello 0,7% per il fabbricato residenziale, dell'1,7% per il tronco stradale con tratto in galleria e del 2,2% per quello senza tratto in galleria. Ad ottobre 2017, l'aumento tendenziale del costo di costruzione del fabbricato residenziale è da attribuire all'incremento dei costi dei materiali (+0,9 punti percentuali). Anche l'incremento tendenziale degli indici del costo di costruzione dei tronchi stradali deriva esclusivamente dall'aumento dei costi dei materiali, sia per quello con tratto in galleria (+1,9 punti percentuali) che per quello senza tratto in galleria (+2,4 punti percentuali).


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CONVIENE INVESTIRE NELLA 2° CASA?

19/12/2017

Italia • L’Ufficio Studi Tecnocasa ha svolto un’analisi sull’allocazione delle risorse in impieghi alternativi; si è pensato ad un investitore che dispone di una somma di denaro pari a 236.593 euro (per cui non deve fare ricorso al mutuo). Stante quindi la somma si è svolta un'analisi che prende in considerazione due diverse tipologie di investimento del risparmio: l'acquisto di una seconda casa con finalità di affitto o l'acquisto di Titoli di Stato. Nel primo caso si è considerato un bilocale situato in zona semicentrale a Milano, con orizzonte temporale di riferimento per l'analisi a 15 anni; con un canone di locazione mensile di 700 euro, su cui paga ogni anno la cedolare secca al 21% (1764 euro annui), detraendo tasse e spese di manutenzione straordinarie dell'immobile, IMU e TASI, all'acquirente restano 5224 euro. Al termine del periodo di riferimento la situazione dell'acquirente dell'immobile sarà di 345.393 euro, data da una rivalutazione annua (media Istat ultimi 10 anni) dell'immobile a 267.033 euro che va a sommarsi ad un guadagno netto da locazione di 78.360 euro. Per chi invece decidesse di acquistare un Btp a 15 anni con rendimento netto dell'1,93%, avendo a disposizione la stessa somma iniziale, avrebbe un capitale finale a disposizione di 315.160 euro. 


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TETTI VERDI E GIARDINI PENSILI

13/12/2017

il verde pensile sta crescendo nelle “fessure” delle nostre città. Con effetti importanti. Innanzitutto sull’ambiente: la riduzione di emissioni di anidride carbonica, il filtraggio delle polveri nell’aria, il miglioramento del microclima, la prevenzione di allagamenti per piogge improvvise. In secondo luogo, su chi vive gli immobili: meno inquinati, più isolati a livello termico e acustico. Non ultimo, sul portafoglio, perché l’inserimento di un tetto verde aumenta (secondo le stime delle aziende di settore) anche del 15% il valore iniziale dell’immobile; permette di tagliare le spese di riscaldamento e raffreddamento, con un risparmio che incide fino al 30% in bolletta; aumenta la durata della struttura, visto che gli strati impermeabili sono protetti dall’escursione termica, dal gelo, dai raggi UV e da danneggiamenti meccanici.
Le possibilità di applicazione non mancano e sono spinte anche dagli incentivi fiscali: la detrazione del 65% per chi fa interventi di risparmio energetico e anche (novità del 2018) il nuovo bonus proposto nella prossima Finanziaria che copre il 36% delle spese fino a 5mila euro per chi ripristina aree verdi private. La tecnologia ha fatto passi da gigante e le piante ricoprono i tetti (piani o spioventi), si arrampicano sulle pareti, entrano nei salotti. Due le macro tipologie di coperture proposte: quelle intensive, con spessore di terreno oltre il metro, in cui si possono piantare anche alberi da frutta. O quelle estensive, ricoperte da pochi centimetri di terriccio (o da materiali che ne fanno le veci) e adatte a essere installate anche su pareti e spioventi. La prima verifica da fare per intervenire sul costruito è quella (essenziale) sulla portata di una copertura o di un terrazzo. La spesa media per un condominio si aggira intorno ai 30 mila euro, ma al lordo delle detrazioni fiscali e dei risparmi ottenibili.


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