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ACQUISTARE CASA DA AFFITTARE

03/08/2017

Negli ultimi anni, in alcune grandi città l’investimento immobiliare è sempre più spesso legato all’attrattività turistica. Si acquista una casa per affittarla ai visitatori.
Firenze e Roma capeggiano la classifica dei centri più amati dai turisti e dove quindi si compra più spesso e volentieri per mettere a reddito. Soprattutto la ricerca di abitazioni da trasformare in case vacanze o B&B riguarda i centri storici.
Sempre più richieste le abitazioni da utilizzare a fini turistici a Napoli. All’ombra del Vesuvio, la domanda di immobili da mettere a reddito è passata in tre anni dal 28 per cento al 41 per cento. Un vero e proprio boom che ha interessato in particolare le case posizionate nelle zone centrali. Del resto, nel capoluogo campano sono cresciuti nel frattempo anche i rendimenti immobiliari annui lordi da locazione passati dal 3,5% al 4,6%
Fenomeno in crescita anche a Palermo, soprattutto da quando la città è stata designata capitale della cultura per il 2018, ed è stata interessata da numerosi progetti di riqualificazione. Inoltre alcune statistiche sugli arrivi dei turisti stranieri in Italia la segnalano come meta tra le più amate dagli europei.
Verona, è un’altra meta interessata dal flusso turistico e che suscita l’interesse degli investitori.
Meno presente questo trend a Torino. Eppure sotto la Mole l’aumento dei turisti è stato notevole dopo le Olimpiadi Invernali. Nonostante tutto la domanda per abitazioni da mettere a reddito è rimasta stabile in questi anni.

A Milano la domanda per investimento è passata dal 18,2 per cento del 2013 al 25,5 per cento del 2016 ma al momento sembra prevalere la volontà di investire per destinare l’immobile ad affitti residenziali o a studenti, in grado di garantire introiti interessanti e continui.


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LUSSO MADE IN ITALY

02/08/2017

Nel mondo del lusso l’artigianalità italiana è una garanzia di qualità, non solo nella moda, ma anche quando si parla di case milionarie. Il portale LuxuryEstate.com, partner di Immobiliare.it per il settore degli immobili di prestigio, ha studiato gli annunci pubblicati sul sito dalle agenzie di tutto il mondo, scoprendo come sia sempre più ricorrente la menzione di mobili, materiali e manufatti italiani tra i benefit per attirare potenziali acquirenti. Negli annunci di vendita di appartamenti nelle principali metropoli occidentali, come New York o Francoforte, viene spesso indicata la presenza di una cucina realizzata in Italia. In alcuni casi la manodopera italiana viene impiegata direttamente in loco: in un annuncio per la vendita di una villa nei dintorni di Tel Aviv, per esempio, si racconta di come agli interni abbiano lavorato solo artigiani italiani, un plusvalore che porta il prezzo a sfiorare i 9 milioni di euro. Indagando sull’uso dei materiali italiani negli immobili di lusso, il marmo è quello più popolare negli annunci di prestigio. A Telluride, in Colorado, per esempio, è in vendita per oltre 25,5 milioni di euro una immensa villa ultra moderna con spa, salone di bellezza, palestra e cantina privati dove sono stati utilizzati prestigiosi marmi italiani. Non poteva mancare l’arte italiana come benefit negli immobili di lusso. In una villa da 350 metri quadrati, con affaccio sul Mar Nero in Bulgaria, in vendita per soli 368 mila euro, è stata riprodotta da un artista italiano la parte di un affresco di una non specificata cattedrale del nostro Paese.
Fonte: il QI


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BOOM DI INVESTIMENTI STRANIERI

26/07/2017

Nel secondo trimestre 2017 sono stati investiti quasi 4 miliardi di euro nel mercato immobiliare italiano, portando il volume di metà anno a quota 5,8 miliardi (+58% sullo stesso periodo dello scorso anno), stabilendo così il record di investimenti immobiliari mai registrato in un semestre nel nostro Paese. È quanto emerge dalle ultime rilevazioni di Cbre.
Il capitale straniero rappresenta l’80% degli investimenti totali nel primo semestre dell'anno, con circa 4,5 miliardi di euro, in crescita del 67% rispetto al primo semestre 2016. Continua però a crescere anche la quota di capitale domestico investito: oltre un miliardo di euro nei primi sei mesi del 2017.
Per quanto riguarda i settori, gli uffici registrano ancora la maggior quota di investimenti con 2 miliardi di euro nel primo semestre 2017 (+30% rispetto al primo semestre 2016), seguiti dal retail che ha raggiunto la quota di 1,2 miliardi di euro (+76% rispetto al primo semestre 2016). Il volume di investimenti nel settore degli “alternative” è stato pari a 992 milioni, quasi il doppio rispetto al primo semestre 2016.
La logistica, che ha iniziato l’anno in modo effervescente, ha continuato a raccogliere l'interesse degli investitori raggiungendo la quota di circa 800 milioni di investimenti (+291% rispetto allo stesso periodo del 2016). Anche il settore degli hotel, con 770 milioni (+49% sul primo semestre 2016), continua ad attrarre sempre maggiori investimenti.
Per quanto riguarda le aree geografiche, l’attività è migliorata nel mercato romano con un miliardo investito nella prima metà del 2017, registrando una crescita del 30% rispetto all'analogo periodo del 2016. Milano ha raggiunto un volume di investimenti di 1,8 miliardi, il 25% in più rispetto al 2016; di questi, il 48% riguarda il settore uffici.

Fonte: Casa24


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EUROZONA: PREZZI IN AUMENTO

24/07/2017

I prezzi dell'immobiliare dell’eurozona sono aumentati del 4% nel primo trimestre rispetto allo stesso periodo del 2016 (+0,4 sul periodo precednete). Se si considerano tutti i 28 Paesei membri l’aumento sale al 4,5% (+0,7% congiunturale) In Italia, invece, sono scesi dello 0,1% dopo il precedente -0,3%: siamo l’unico Paese insieme alla Croazia (-0,4%) a registrare un calo su base annua.

Secondo l’ultima rilevazione di Eurostat, i prezzi sono saliti di più in Repubblica Ceca (+12,8%), Lituania (+10,2%) e Lettonia (+10,1%).

Fonte: Casa24


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ABI: tasso medio mutui al 2,10%

19/07/2017

Italia • A giugno, i tassi di interesse applicati sui prestiti alla clientela si collocano, su livelli molto bassi: il tasso medio sul totale dei prestiti è pari al 2,76%, minimo storico (2,79% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007). quanto si legge nel bollettino dell'Abi nel quale si precisa che il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si attesta al 2,10%, (2,12% a maggio 2017, 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese risulta pari a 1,61%, era 1,60% il mese precedente (5,48% a fine 2007).


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ISTAT: EDILIZIA, SEGNALI POSITIVI

14/07/2017

Italia • Si rilevano segnali positivi per l'edilizia residenziale. Lo comunica l'Istat, spiegando che il numero di abitazioni dei nuovi fabbricati resta al di sopra la soglia delle 10.000 unita' nel terzo trimestre 2016 e raggiunge quasi le 12.000 nel quarto. Complessivamente, nel secondo semestre del 2016 si registra un notevole aumento (+10,6%) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Lievemente piu' marcato e' il miglioramento semestrale registrato in termini di superficie utile abitabile (+11,0%); l'edilizia non residenziale mostra, invece, una riduzione dello 0,7%. Continua la tendenza positiva del numero di abitazioni rilevata per i nuovi fabbricati, iniziata a partire dal secondo trimestre 2016. Si registra, infatti, una crescita del 3,3% nel terzo trimestre 2016, che accelera al 18,1% nel quarto, valore piu' elevato degli ultimi dieci anni. In termini di superficie utile, la crescita e' del 3,2% nel terzo trimestre 2016 e del 18,9% nel quarto. Nel 2016, dopo la fase di forte espansione rilevata in media nel 2015, l'edilizia non residenziale torna ad essere caratterizzata in generale da una contrazione, ad eccezione del terzo trimestre 2016 in cui si ha un aumento tendenziale dell'1,7%. Il quarto trimestre chiude l'anno 2016 con una diminuzione del 2,9%.


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INVESTIRE NELLA CASA AL MARE

29/06/2017

Investire nella seconda casa al mare, un acquisto che molti avevano archiviato per la crisi immobiliare e, in alcuni casi, per un cambio di mentalità. Ma la possibilità di affittare tramite la locazione breve l’appartamento è diventata una tendenza consolidata degli ultimi tre anni, trend che ha riportato l’interesse su un segmento immobiliare che nel periodo 2009-2013 aveva visto più che dimezzarsi le compravendite. La crisi della domanda e degli scambi degli anni passati ha influito sui prezzi finali di vendita. «Dalle località meno ricercate a quelle più in voga, la gelata sui prezzi aveva fatto registrare, a fine 2013, un calo medio di oltre il 25% rispetto ai valori scambiati cinque anni prima, risparmiando solo in parte (-15% la media) i prezzi delle abitazioni del segmento lusso» spiega un esperto di mercato. Negli ultimi tre anni le compravendite sono tornate a salire, ma per i prezzi parlare di inversione di tendenza è ancora presto. I tempi di vendita in media toccano i nove mesi, contro i 18 di tre anni fa. Nel momento in cui si sceglie di investire è importante tenere presente molte caratteristiche dell’immobile e della location prescelta. Luminosità, panorama, spazi esterni sono le priorità per chi cerca una seconda casa da vivere nei fine settimana e da affittare quando è vuota, ma anche la vivacità del mercato prescelto è importante.
«In realtà la seconda casa va meglio della prima, che migliora soprattutto nelle grandi città - dice Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari -, i miglioramenti riguardano invece tutte le località di mare. C’è più interesse ad avere una casa per le vacanze, ci sono soldi in giro per case piccole, da usare anche durante l’anno. Non solo. Calano gli acquisti all’estero da parte dei nostri connazionali nelle destinazioni tradizionali e aumenta il flusso di stranieri».
Articolo integrale: http://www.ilsole24ore.com/art/casa/2017-06-29/serve-meno-tempo-vendere-casa-mare-095502.shtml?uuid=AEGZU7lB


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IMPRESE: TAGLIO DI COSTI

27/06/2017

Secondo il 53% dei professionisti tagliare i costi dell'ufficio sarà una priorità per il 2017
I contratti di affitto vincolano le aziende a uno spazio aziendale, ma non stanno al passo con le esigenze in evoluzione degli affari. Lo spostamento verso il lavoro flessibile significa che le scrivanie non sono sempre usate a piena capacità. Alcuni risultati:
· secondo il 32% degli intervistati, la tendenza verso il lavoro flessibile dovrebbe interessare nello specifico le piccole aziende;
· per il 33%, altre ragioni importanti alla base del lavoro flessibile sono la ricerca di maggiore agilità lavorativa e l'esigenza di abbandonare i contratti di affitto fissi (39%) che intralciano le necessità di ridimensionamento rapido di un'azienda.

Mauro Mordini, Regus Country Manager per l'Italia e Malta, commenta così: “Lo spazio di lavoro visto come un servizio offre alle aziende una risposta snella e poco onerosa alle necessità di cambiamento. Per aziende piccole e in espansione un'offerta flessibile è una soluzione intelligente, in contrapposizione ai vincoli imposti da uno spazio non adeguato alle richieste future. In questo modo, a loro volta, le aziende possono impiegare più o meno collaboratori in funzione delle esigenze, senza dover affrontare il problema delle scrivanie libere." "Lo stesso principio vale per aziende più consolidate: in caso di difficoltà impreviste, hanno la possibilità di far leva sulla maggiore snellezza offerta da uno spazio di lavoro inteso come servizio. Il mondo del lavoro evolve con rapidità: avere un'alternativa alla tradizionale rigidità degli spazi per l'ufficio è quindi un vantaggio per ogni azienda."


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IL TREND DEGLI AFFITTI

22/06/2017

Italia • Secondo i dati DOXA della ricerca “Second Hand Economy nel mercato immobiliare” commissionata da Subito il web è sempre più protagonista nelle ricerche di abitazioni, con il 70% degli italiani che ricerca affitti.
Secondo l’indagine, tra gli affittuari il 66% ricerca un appartamento, in primo luogo per uso abitativo, ed il 46% una casa singola, soprattutto per una vacanza in Italia. Tra i locatari, invece, il 65% propone un appartamento, in primis per non lasciare l’immobile vuoto, ed il 31% una casa singola, principalmente per avere un reddito integrativo. La ricerca di informazione sugli affitti inizia proprio sul web per il 71% degli affittuari, mentre tra i locatari circa la metà utilizza Internet ed il 26% opta per le agenzie immobiliari. Anche i social network stanno avendo un ruolo importante: circa la metà di affittuari e locatari passa dai canali social per raccogliere informazioni,
in cima Facebook utilizzato dal 31% degli affittuari e dal 36% dei locatari.
Per quanto riguarda l’intero processo di ricerca/proposta degli immobili, Internet si conferma il canale principale per il 65% degli affittuari e per il 46% dei locatari, trend che tra i Millennials
crescono, raggiungendo rispettivamente il 72% e il 50%. In questo scenario, Subito risulta essere la piattaforma di riferimento per il 54% degli affittuari e per il 61% dei locatari dove la facilità di utilizzo è la leva che guida la ricerca degli immobili attraverso l’app e il sito (voto medio 8,5 in
entrambi i target). Il 67% degli intervistati ha inoltre concluso il percorso tramite il digitale, e di questi il 28% degli affittuari e il 30% dei locatari lo ha fatto su Subito.

Tratto da ilQI "Rapporti e Studi".


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RIGENERAZIONE IMMOBILIARE

20/06/2017

Italia • Lo stock abitativo italiano, in media, "ha abbondantemente superato i 40 anni, soglia oltre la quale si rendono fisiologicamente necessari degli interventi sostanziali di manutenzione. Su 12,2 mln di edifici, quasi il 70%, è stato costruito prima dell'emanazione delle norme antisismiche e sull'efficienza energetica. Il fabbisogno medio degli edifici residenziali, è pari a 180 kWh/mq all'anno, un valore circa quattro volte superiore alla media degli edifici costruiti secondo le vigenti norme sull'efficienza energetica". A questo quadro si aggiunge poi il tema della sicurezza, soprattutto in relazione alle aree a maggior rischio sismico che "costituiscono circa il 44% della superficie nazionale (131.000 kmq) e il 36% dei comuni (2.908), in cui vivono 23 mln di persone (39% della popolazione)". Per favorire gli investimenti privati "è necessario che si acquisisca una cultura che porti a un approccio di ampio respiro e a una politica strutturale di medio-lungo periodo in grado di garantire l'attuabilità dei progetti nei termini concordati - alla pubblica amministrazione si chiede, quindi, stabilità, certezza delle regole e senso di responsabilità nei confronti degli impegni presi e di tutti gli stakeholders coinvolti, in primis i cittadini".
Fonte: il Quotidiano Immobiliare


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