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AFFITTO TRANSITORIO

24/10/2017

Emersione del nero e aumento dell’offerta, perché parte delle case vuote diventano disponibili sul mercato. Sono questi i due meriti che Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, individua nella decisione di introdurre la cedolare secca al 10% sui contratti di affitto transitori, ovvero i contratti di affitto di breve durata. Come risulta dal chiarimento di febbraio emesso dall’agenzia delle Entrate.
La novità riguarda le locazioni che durano da uno a 18 mesi stipulate nei capoluoghi di provincia e nelle aree metropolitane ad alta densità abitativa. Quindi i centri nei quali il mercato dell’affitto si deve rifare ai canoni minimi e massimi fissati dagli accordi locali. Un mondo che riguarda oggi, secondo alcune stime, circa 120mila alloggi. Si tratta di contratti che interessano gli studenti fuori sede, ma che potrebbero riguardare anche l’affitto turistico nei Comuni identificati per periodi superiori ai 30 giorni (restano quindi eslcusi gli affitti stile “AirB&b”) e i contratti di tre anni più due.
Fonte: Casa24


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CAPANNONI, MERCATO IN RIPRESA

19/10/2017

I dati dell’agenzia delle Entrate sono chiari: gli acquisti di edifici destinati all’uso commerciale o produttivo sono cresciuti nell’ultimo semestre del 6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In più, secondo Nomisma, nello stesso arco temporale si sono accorciati di circa il 5-10% i tempi di vendita e locazione degli spazi vuoti. La maggior parte delle richieste riguarda gli affitti, non gli acquisti: il 72% nel caso dei capannoni, l’85% per i negozi e l’80% per gli uffici. A livello di aziende, invece, i grandi gruppi o le multinazionali cercano in prevalenza sedi direzionali in cui accorpare tutto il personale, ben collegate a infrastrutture logistiche e collegamenti pubblici, realizzate secondo standard moderni che permettano di ottimizzare gli spazi e ridurre i costi a livello di efficienza energetica, a prescindere che si trovino in centro o fuori.Ma quanto si spende per una nuova sede di lavoro? La forbice è molto larga e dipende da zona e tipologia d’attività. Per prendere in affitto un ufficio nuovo, c’è ampia disponibilità in tutta Italia in un range compreso tra 80 e 150 euro al metro quadro all’anno, con punte che toccano i 400-500 a Milano e Roma. Per i capannoni, invece, si resta tra i 50 e gli 80 euro in affitto e in una media di 500-800 euro al metro quadro come prezzo d’acquisto (con differenze del 20% se si è vicini o lontani dalle principali arterie). Come locazione per i negozi si può passare da 100 euro al metro quadro annui in periferia ai 1.500-2.000 euro in centro a Roma, Milano, Firenze e Napoli, mentre per l’acquisto con 1.000-2.000 euro al metro si può comprare in molte zone d’Italia, ma nei principali centri città si parte almeno da 2.500-3.000 per salire al top, come 10mila/15mila. E nel caso dei negozi, costa il doppio trovarsi su una via di grande passaggio o in una zona esclusiva.
Articolo integrale: Casa24


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COME CAMBIA IL FOTOVOLTAICO

18/10/2017

Lo spazio per crescere è ampio: in Italia ci sono circa 600mila impianti fotovoltaici domestici, a fronte di più di 6 milioni di abitazioni singole, quelle che meglio si prestano a questo tipo di intervento. Installare un impianto da 3 kw costa intorno agli 8mila euro. Ipotizzando un fabbisogno annuo di 4.000 kwh, si stima che il 38% dell’energia prodotta finisca per alimentare l’abitazione, il resto si possa vendere alla rete. Tra risparmi in bolletta e contributo per l'energia ceduta al Gse, tornano indietro circa 550 euro l’anno, che sommate allo sconto Irpef permettono di ripianare in 6 anni l'investimento e da quel punto iniziare a “guadagnare”. Una centralina domotica, collegata a un app per smartphone, monitora e ottimizza in ogni momento i consumi, permettendo di profilare l'offerta tariffaria migliore a seconda delle fasce orarie di maggiore e minor consumo. Oggi la normativa italiana e di altri Paesi vieta lo scambio di energia tra privati, ma permette solo al consumatore di rivendere l'energia inutilizzata al gestore di rete nazionale. Ma in estate l'associazione europea del fotovoltaico Spe (SolarPowerEurope) ha sollecitato Bruxelles con un decalogo di richieste, ponendo al primo punto proprio la “rimozione delle barriere che ostacolano gli scambi peer-to-peer dell'elettricità”.
Articolo integrale su "Casa24"


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BONUS VERDE AL 36%

17/10/2017

Riqualificazione energetica. Il Consiglio dei Ministri vara la manovra per il 2018.Al disegno di legge si aggiuge il decreto fiscale collegato, per un valore totale di 20 mldi di euro. Gli incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici saranno prorogati, ma con aliquote di detrazione commisurate agli obiettivi di efficientamento raggiunti. La sostituzione di finestre e l'installazione di caldaie a condensazione saranno incentivati con una detrazione del 50% e non del 65%. In compenso, però, l'Ecobonus sarà esteso agli interventi di rimozione dell'amianto. La detrazione fiscale per gli interventi di adeguamento e miglioramento antisismico si applicherà anche alle certificazioni statiche degli edifici non seguite da lavori. Inoltre sarà incentivata con una detrazione fiscale del 36% la cura del verde privato, tra cui rientrano terrazzi e giardini, anche condominiali, e i lavori di recupero di giardini di interesse storico. Padoan ha annunciato che sarà rilanciata la riqualificazione ambientale e sociale delle periferie.


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GLI ITALIANI E LA CASA

12/10/2017

Dopo anni di crisi con i prezzi reali delle case che sono calati mediamente del 20-25%, può sorprendere come ancora il 28% degli italiani ritenga che il valore delle case non possa scendere (almeno nel lungo periodo), ma occorre tenere conto che solo lo scorso anno a credere che le abitazioni non avrebbero mai perso valore era quasi la metà del campione (il 47%), valore nelle prime posizioni tra i Paesi oggetto dell’indagine. Il 28% dei fedelissimi del mattone è comunque in linea con la media europea, con il 35% dei francesi e il 45% dei belgi che crede in una rivalutazione costante, così come il 30% degli Spagnoli e il 25% dei tedeschi. I più”scettici” sulla tenuta dell’investimento sono gli olandesi (13%), gli statunitensi (14%) e gli inglesi (22%).
Gli italiani rimangono invece i più dubbiosi in Europa rispetto alla crescita dei prezzi delle case nel breve periodo (un anno). Rimane «invariato rispetto all’anno precedente (+1%) il numero degli intervistati che crede nella risalita dei prezzi nei prossimi 12 mesi – nota Ing – con un atteggiamento decisamente più prudente rispetto al resto d’Europa: il 38% contro una media europea del 59%. «Il rapporto degli italiani con l’investimento immobiliare dà segni crescenti di maturità. La presa d’atto di una parte crescente della popolazione che i prezzi delle case possano anche scendere – commenta Paolo Pizzoli, senior economist di Ing Italia – avviene infatti in un contesto nel quale il mercato immobiliare italiano non aveva manifestato segni evidenti dell’esistenza di una bolla speculativa. La discesa dei prezzi delle case si è quasi arrestata, e la ripresa in atto nell'economia ha generato un recupero del reddito disponibile che ha migliorato la capacità di accesso degli italiani al mercato immobiliare».
tratto da: Casa24


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MUTUI PRIMA CASA IN CRESCITA

10/10/2017

Italia • Secondo i dati di MutuiOnline.it, nel terzo trimestre 2017 crescono i mutui erogati per l’acquisto della prima casa (45,1% contro il 41,3% del secondo trimestre 2017). I mutui per la surroga si confermano tra i maggiormente erogati, segnando però un calo rispetto al secondo trimestre 2017 (44% contro il 49,7%). Con l' 81,7% delle sottoscrizioni il tasso fisso si conferma la forma di mutuo maggiormente erogata, mentre i mutui erogati a tasso variabile si attestano al 16,4%. Per quanto riguarda la durata, la maggioranza dei mutui erogati è a 20 anni (31,5%) per un importo medio pari a 122.531 €. Il 38,8% dei mutui è stato erogato per una classe di importo compresa tra i €50.001 e €100.000. Per quanto riguarda le classi di età, il 45,1% dei finanziamenti è stato erogato a persone di età compresa tra i 36 e i 45 anni e il 35,6% per una classe di reddito tra i 1.501€ e 2.000€. Infine, il tasso medio fisso per i mutui a 20 e 30 anni si è attestato al 2,22% (2,19% ad agosto 2017).
Il tasso medio variabile è a 0,98%, costante da agosto 2017.


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SURROGA: COS'E' E COME FUNZIONA

04/10/2017

La Legge 40/2007 (Legge Bersani), e successivamente la Legge Finanziaria del 2008, hanno introdotto la surroga mutui, ovvero l’opportunità di cambiare la banca che ha concesso il mutuo a favore di un prodotto finanziario con condizioni migliori in termini di tassi, durata, spread o peso delle rate.
In altri termini, cosa significa la surroga mutui?
La surroga è la possibilità di modificare il proprio mutuo.
La surroga è studiata per non penalizzare le persone in debito con la banca: se il mercato dei mutui propone soluzioni più vantaggiose, l’utente ha la facoltà di approfittarne e recedere dal contratto precedente, senza un vincolo di continuità con la propria banca attuale.
Un aspetto significativo sta nel fatto che la banca iniziale non può opporsi al cambio di contratto e non può prevedere penali di nessun tipo se il debitore trae vantaggio dal nuovo contratto.
Il tasso di interesse, ad esempio, oggi è molto più basso rispetto a qualche anno fa e questo rappresenta un ottimo incentivo per stipulare un accordo migliorativo o, meglio, un mutuo più vantaggioso con un’altra banca.
Estratto da: Casa.it news


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PELLET E POMPE DI CALORE

02/10/2017

Per chi sceglie una caldaia a condensazione, l’unica via percorribile è quella della detrazione fiscale: il 65% (ecobonus confermato, al momento, fino al 2017) o il 50% (legato alle ristrutturazioni edilizie). Al contrario, il conto termico, gestito dal Gse (Gestore servizi energetici) è senza scadenza, può essere una importante opportunità per chi pensa di ricorrere a una pompa di calore o una caldaia a biomassa (prioritariamente legno, pellet o cippato). In questi casi, infatti, è reale la concorrenza con l’ecobonus. Va premesso che in entrambi i casi il nuovo sistema deve garantire un alto grado di efficienza e l’intervento deve configurarsi come sostituzione o integrazione di una caldaia già esistente – con l’eccezione delle biomasse incentivate con il 65% per cui è ammessa anche l’installazione ex novo. Chi utilizza l’ecobonus sceglie di rientrare del 65% della spesa recuperando la somma, come “sconto” sull’Irpef, in rate di dieci anni e fino a un massimo di 30mila euro. Chi opta per il conto termico ottiene un contributo in genere più ridotto nell’importo (anche la metà rispetto al 65%), ma che viene erogato direttamente sul conto corrente del titolare della pratica a 90 giorni dalla fine dell’intervento. Oltretutto, in un’unica soluzione per importi fino a 5mila euro (o al massimo in due rate annuali) e con l’ulteriore vantaggio che non occorre avere un determinato livello di “capienza fiscale” per poter incassare l’incentivo (cioè avere da pagare per dieci anni una quota di Irpef o Ires almeno pari all’ammontare della rata del rimborso). Le caldaie a condensazione possono essere comunque incentivate con le detrazioni del 50% (il tetto massimo ammissibile è di 96mila euro) e non c’è bisogno di inviare nulla all’Enea ma occorre solo effettuare il pagamento tramite un “bonifico parlante” e dichiarare la spesa nella dichiarazione dei redditi.


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L'IMMOBILE GREEN VALE IL10% IN PIU'

28/09/2017

Gli edifici “green” valgono il 2-10% in più e rendono canoni maggiori del 2-8%. Questi sono i dati del primo osservatorio sulla sostenibilità in edilizia presentato da Johnson Controls.
. Efficienza dei processi e ottimizzazione delle risorse sono temi che da sempre guidano i progressi in qualsiasi tipo di industria, eppure negli ultimi anni i grandi investitori in tema di risparmio, sicurezza e sostenibilità del costruito sono state soprattutto le famiglie.
E ciò è avvenuto anche grazie al sostegno delle agevolazioni fiscali previste dalla normativa italiana, in risposta alle direttive europee finalizzate a facilitare gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici. «Nel caso di una ristrutturazione - dichiara Francesca Zirnstein, direttore generale Scenari Immobiliari - il costo degli interventi green è mediamente di 40 euro al mq. Nelle sole città italiane, con un patrimonio costruito dopo il 1946 di circa 18 milioni di abitazioni, ciò comporterebbe un investimento aggiuntivo di 40 miliardi di euro e un incremento del valore non inferiore a 100 miliardi».
Tratto da: Casa24


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TEMPORARY SHOP

22/09/2017

Alimentato dall’evoluzione degli stili di vita e dei modelli di consumo continua il radicale processo di trasformazione dei luoghi del commercio. Lo dimostrano, a titolo di esempio, l’introduzione di nuovi format in grado di coniugare la dimensione fisica e digitale della shopping experience, la crescente attenzione per i servizi, l’affermazione dei temporary store e la ricerca di nuove formule contrattuali in grado di adattare il quadro normativo alle esigenze di un mercato profondamente cambiato.
Massimo Costa, Segretario Generale ASSOTEMPORARY
"Lo sviluppo del fenomeno “Temporary Shop” si è intensificato negli ultimi anni fino a diventare, soprattutto nella città di Milano, una vera e propria realtà di mercato. Cresce la necessità di un approccio sempre più professionale nella gestione degli spazi temporanei e la figura che meglio potrebbe interpretare il nuovo scenario è il Temporary retailer, il retailer del Temporary store. Un professionista eclettico, in grado di coordinare processi organizzativi complessi e di fornire al cliente un risultato apprezzabile in termini di comunicazione e di vendita.
Per questo occorreva anche un’impostazione contrattuale adeguata, che è stata individuata nell’appalto di servizi, un contratto innovativo e in sintonia con lo strumento del temporary shop. Il fenomeno del temporary shop, nato in Inghilterra agli albori del nuovo millenio, è arrivato in Italia nel 2005. Moda e design sono i settori più coinvolti, circa il 60% delle iniziative di temporary shop li riguardano, ma la formula è interessante per tutti gli ambiti merceologici."
Fonte: AGIDI – Associazione Italiana Giuristi Diritto Immobiliare


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